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Questa del Ministero è la Storia Vera...

A proposito della lettera aperta indirizzata ieri dal  Ministro dell'Istruzione e del Merito agli studenti italiani vorrei proporre, da docente di storia e filosofia, qualche considerazione a proposito di aspetti a mio parere poco istruttivi e meritevoli in essa contenuti.

La bellezza e l'attualità della nostra Costituzione sono fondate sul sapiente equilibrio con cui i nostri padri costitutenti hanno coniugato gli elementi più nobili delle matrici filosofico-politiche del mondo occidentale, in particolare quella liberale, quella cattolica e quella socialista.
Su quest'ultima, tuttavia, viene espressa una condanna senza appello, dimenticando che le radici storiche della nostra Repubblica affondano su un terreno antifascista che è stato nutrito solo grazie al concorso di tutte e tre le forze.
Le responsabilità storiche del socialismo reale e l'importanza della caduta del muro di Berlino come momento di liberazione, certamente, sono fatti innegabili e, infatti, non sono negati da nessuno, a differenza dell'importanza del 25 aprile, ancor più fondamentale per noi italiani, eppure recentemente negata dalla seconda carica dello Stato.
Ha ragione, allora, il Ministro, a ricordare l'ammonimento di Blaise Pascal. «L’uomo non è né angelo né bestia, e disgrazia vuole che chi vuol fare l’angelo fa la bestia».
La democrazia è l'orizzonte politico cui dobbiamo tendere e le nostre istituzioni repubblicane, non senza contraddizioni, sono il risultato di questo sforzo.
La santificazione della "liberaldemocrazia", tuttavia, termine, non a caso, inesistente nella nostra Costituzione, su cui il Ministro ha giurato, rischia di tradursi nella premessa di una rinnovata dialettica angelo/bestia che ha già reso il nostro Occidente, anche nel dopoguerra, spesso colpevole di violenze e storture, sia sul piano interno dei singoli Paesi - si pensi alla nostra Scuola Diaz, Genova, 2001 - sia, soprattutto, sul piano internazionale, come ci insegnano le storie tutte occidentali del colonialismo e delle più recenti esportazioni armate della democrazia. 
Bene, allora, evocare tutti i rischi della dialettica angelo/bestia, a condizione di ricordarlo prima a se stessi e, possibilmente, di farlo prima di impugnare carta e penna, tanto più quando sono "pesanti" come quelle del Ministro dell'Istruzione e del Merito, che non è e non deve essere il Ministro della Storia Vera e dovrebbe lasciare che storici e insegnanti facciano il loro mestiere.
Se farà bene il suo, visto come è messa la scuola italiana, gliene saremo tutti grati. 

Gianfranco Meloni

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