ASSEMBLEA NAZIONALE GILDA DEGLI INSEGNANTI: IL DOCUMENTO POLITICO
Assemblea Nazionale Gilda degli Insegnanti
Rimini 9-11 ottobre 2026
Documento politico
Ripartire dalle origini per costruire il futuro della professione docente
La Gilda degli Insegnanti è nata alla fine degli anni Ottanta come libera associazione professionale di docenti in contrasto con l’asfittica azione portata avanti dai sindacati confederali, con l’obiettivo di restituire dignità intellettuale alla professione dell’insegnante, sottraendola alle logiche della subordinazione politica, della concertazione fine a sé stessa e della progressiva burocratizzazione della scuola.
Il progetto originario della Gilda si fondava su alcuni principi irrinunciabili:
• la centralità della funzione docente;
• la libertà d’insegnamento sancita dall’articolo 33 della Costituzione;
• la valorizzazione economica e sociale della professione;
• l’autonomia culturale degli insegnanti;
• l’indipendenza del sindacato da qualsiasi appartenenza partitica.
Considerato
- che proprio questa identità ha consentito alla Gilda degli Insegnanti di aggregare migliaia di docenti delusi dalle scelte dei sindacati tradizionali;
- che questa associazione ha saputo distinguersi nelle principali battaglie che hanno interessato la scuola italiana diventando spesso un pungolo per l’azione anche degli altri sindacati;
- che la Gilda degli Insegnanti ha rappresentato una delle principali forze di opposizione alle riforme Berlinguer, Moratti, Gelmini e Renzi, denunciandone l’impostazione aziendalistica, la trasformazione della funzione docente, difendendo la centralità della Scuola della Costituzione in opposizione alla chiamata diretta, alla premialità discrezionale, alla concentrazione dei poteri nella figura del dirigente scolastico, contrastando altresì gli ambiti territoriali e promuovendo la raccolta di firme per l’abrogazione della legge cosiddetta “Buona Scuola”;
- che si è espressa in piena autonomia contro la riforma Renzi-Boschi, a difesa della Costituzione;
- che ha ottenuto importanti risultati sindacali, tra i quali il recupero della validità economica degli anni 2010, 2011 e 2012 ai fini della progressione stipendiale, la considerazione della formazione come tempo di lavoro, il riconoscimento dei giorni di permesso retribuito al personale precario;
- che ha avuto in tante occasioni il coraggio di non sottoscrivere contratti collettivi quando non adeguati sotto il profilo economico e normativo, rivendicando la dignità intellettuale della professione docente e rappresentando una coscienza morale oltre che professionale all’interno del panorama sindacale.
Preso atto
che negli ultimi anni, a seguito delle carenze dell’Amministrazione, si è determinata una trasformazione della funzione sindacale costretta prevalentemente alla supplenza nei compiti degli uffici amministrativi periferici;
- che appare essersi attenuata la capacità di mobilitazione della categoria, pregiudicando il contrasto alle politiche dei diversi governi, che hanno determinato il progressivo deterioramento del sistema scolastico statale;
- che l’azione sindacale non può prescindere dal mancato recupero dell’anno 2013;
- che nel tempo sono state reperite ingenti risorse economiche per iniziative ministeriali discutibili quali l’introduzione dei tutor e degli orientatori (figure non previste contrattualmente), nonché per finanziare vari progetti (PNRR, Piano Estate, mobilità internazionale ecc.), tutti interventi estemporanei, non strutturali, non utili al miglioramento della qualità dell’istruzione;
- che le insufficienti risorse stanziate negli ultimi quattro rinnovi contrattuali non hanno consentito il recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni;
- che appare offensivo il ripetuto tentativo di compensare i magri aumenti stipendiali con la strategia dei bonus e con la “scontistica” pubblicizzata dal Governo, in riferimento a prodotti e servizi di welfare aziendale destinati al personale scolastico;
- che l’alleggerimento fiscale portato avanti dal Governo in questi ultimi anni, non ha compensato i danni provocati dall’inflazione a causa del mancato recupero del fiscal drag, rendendo così illusori gli aumenti contrattuali e i benefici ai fini pensionistici;
- che è necessario concentrare con forza l’azione sindacale per:
- convertire nello stipendio il bonus “Carta del docente”;
- compensare i carichi di lavoro aggiuntivi derivanti dalla riforma dell’esame di maturità con la revisione dei compensi, invariati dal 2007;
- contrastare l’influenza esercitata da INVALSI e INDIRE (enti di nomina politica) nella definizione delle politiche scolastiche determinate senza alcun confronto democratico con i rappresentanti della professione docente;
- contrastare la recente riforma degli istituti tecnici, ispirata dal documento “Bertagna” del 2023 che mira al progressivo smantellamento della scuola statale (percorsi quadriennali nelle scuole secondarie di secondo grado, sostituzione dei docenti curricolari con docenti aziendali, incremento dei bonus destinati ai genitori che iscrivono i loro figli nelle scuole paritarie);
- affermare la scuola dell’Infanzia come scuola dell’obbligo;
- valorizzare l’unicità del ruolo docente in termini di orario e salario;
- promuovere iniziative atte a contribuire alla stabilizzazione dei precari del mondo della scuola, in particolare dei docenti di sostegno specializzati.
Per realizzare tali obiettivi è necessario recuperare la capacità di mobilitazione che ha caratterizzato la storia della Gilda degli Insegnanti.
L’assemblea nazionale pertanto impegna
• il Coordinatore Nazionale;
• la Direzione Nazionale;
• le Coordinatrici e i Coordinatori Provinciali
a:
1. promuovere azioni di sensibilizzazione della categoria e di pressione nei confronti dei decisori politici;
2. subordinare la sottoscrizione dei futuri contratti collettivi nazionali al rispetto nella parte normativa della dignità intellettuale della funzione docente e nella parte economica all’effettivo recupero dell’inflazione;
3. istituire organi terzi paritetici e di garanzia nei procedimenti disciplinari contrastando i tentativi di inasprimento delle sanzioni;
4. contrastare ogni ulteriore incremento dei carichi di lavoro non accompagnato da adeguato riconoscimento economico;
5. opporsi alle riforme ordinamentali prive di investimenti finanziari e di un reale confronto con il personale della scuola.
La Gilda degli Insegnanti continuerà ad essere la voce libera, autonoma e coraggiosa dei docenti italiani.
Approvato all’unanimità dall’Assemblea nazionale della Gilda degli insegnanti
Rimini, 10 ottobre 2026
