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Scuola, adesioni massicce al blocco degli scrutini

La Nuova Sardegna 17 giugno 2015Di Patre (Gilda): «Mai vista una protesta così estesa e compatta nel territorio
Qualche dirigente ha provato a bloccarla e allora abbiamo fatto le diffide»
 
Scuola, adesioni massicce
al blocco degli scrutini
 
di Valeria Gianoglio - NUORO Scrutini bloccati per diversi giorni – in queste ore stanno riprendendo alla spicciolata – studenti con il fiato sospeso in attesa di conoscere il loro destino e capire se sono promossi o bocciati, e docenti decisi ad arrivare sino in fondo con la loro protesta, nonostante i tentativi di boicottaggio portati avanti da alcuni presidi.
Nuoro città, ma anche il resto della provincia, Ogliastra compresa, sono in prima fila, in questi giorni, nell’ultima battaglia avviata dai docenti contro il ddl sulla “buona scuola” del governo Renzi. «Mai, ma davvero mai c’è stata una adesione così massiccia alla protesta – ripete, la vice-coordinatrice nazionale della Gilda, Maria Domenica Di Patre, raccontando i numeri e i dati del blocco anche nel Nuorese – una compattezza così non si era mai vista, sia da parte di noi sindacati, sia da parte degli insegnanti.
E il dato che mi fa più piacere è che Nuorese e Ogliastra hanno registrato adesioni intorno al 100 per cento, e sono dunque in prima linea anche nel resto d’Italia. E il blocco è andato avanti nonostante i tentativi di fermarlo portati avanti da alcuni dirigenti scolastici.
Per superare questo ostacolo ci siamo rivolti al nostro centro legale nazionale, con l’avvocato Tommaso De Grandis, poi abbiamo fatto partire le diffide nei confronti dei dirigenti che stavano tentando di boicottare la protesta legittima».
Stando a quanto raccolto dal sindacato, infatti, e segnalato dagli insegnanti, alcuni dirigenti scolastici hanno cercato di mettere i bastoni tra le ruote della protesta in diversi modi. In alcuni casi, ad esempio, se i professori decidevano di bloccare gli scrutini convocati per le 9 del mattino, allora i presidi convocavano altri scrutini nello stesso giorno. E magari li convocavano in orarari disagevoli come poco prima della mezzanotte, oppure di domenica.
Ma i docenti non si sono lasciati spaventare o intimorire. «Moltissimi – spiega Maria Di Patre, reduce da diverse proteste organizzate anche davanti a Montecitorio – ci hanno tempestato di telefonate per chiedere cosa e come aggirare l’ostacolo. Per questo, noi abbiamo fatto partire decine e decine di diffide nei confronti dei dirigenti scolastici, scrivendo loro che quelle convocazioni di scrutini costituivano a tutti gli effetti una “attività anti-sindacale”. Le diffide sono state efficaci e i dirigenti sono tornati sui loro passi». La protesta, insomma, anche a Nuoro è stata un successo.
«Questa è la prova – continua la numero due nazionale della Gilda – che il fronte è compatto.
È da novembre che come sindacato diamo battaglia, tra proteste sotto Montecitorio, audizioni in Senato e iniziative nel territorio. La scuola è compatta nella protesta contro questo ddl che vuole consegnare la scuola alla Confindustria.
È un decreto anti-costituzionale. Se passa, il dirigente potrebbe nominare e licenziare i docenti senza criteri. E poi ci sono gli albi territoriali che sostituiranno le graduatorie. Da lì i presidi potrebbero attingere chi vogliono. Non siamo contro la valutazione dei docenti, ma deve essere fatta da ispettori esterni e competenti nella materia. E poi la valutazione deve essere legata alla progressione di carriera».
 
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Tutti i licei in prima fila nella battaglia
NUORO - Adesione del 100 per cento nei licei nuoresi, oltre il 90 per cento nei diversi istituti tecnici, idem negli istituti comprensivi.
Con punte del 100 per cento in alcuni istituti comprensivi del territorio: è il caso, ad esempio, di Orosei.
Ma il successo, ovvero la piena adesione, al blocco degli scrutini, nell’ultima settimana si è registrato anche a Macomer, Isili e Tortolì. Gli insegnanti del liceo Galilei di Macomer, in particolare, si sono distinti per aver preparato e diffuso una lettera aperta che in questi giorni è stata fatta girare parecchio, tra le scuole della provincia.
«I docenti del liceo “G. Galilei” di Macomer – si legge nella loro lettera – riuniti in assemblea sindacale, hanno deciso di aderire allo sciopero unitario degli scrutini, indetto dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil, Gilda, Snals.
I docenti sono in agitazione e hanno deciso di adottare questa forma importante di protesta perché sono stanchi della totale mancanza di rispetto, sconfinata spesso nell’irrisione, mostrata dal governo Renzi e dal ministro Giannini» «La nostra controparte – spiegano ancora – non sono certo gli studenti né i genitori; anzi i docenti stanno lottando per difendere i diritti costituzionali della società democratica, e dunque di tutti!
La cosiddetta “Buona Scuola” in realtà è una stravagante sperimentazione sul reclutamento degli insegnanti, basata sulla chiamata diretta da parte dei presidi, di cui è veramente arduo capire il senso e l’utilità (perché l’uno e l’altra sono del tutto assenti). Si tratta, ad avviso dei docenti di tutta Italia, di un pasticcio giuridico, un vero e proprio guazzabuglio«. (v.g.)
 
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«Se il decreto passa sarà di nuovo un autunno caldo»
«Se il ddl dovesse passare anche al Senato – dice Maria Domenica Di Patre – noi non fermeremo di certo la nostra protesta. Ci auguriamo che almeno in Senato si blocchi tutto, ma nel caso contrario siamo pronti a far partire un nuovo autunno caldo. Come sindacato siamo pronti a fare i ricorsi, perché secondo noi e i nostri legali si tratta di un decreto incostituzionale. Da settembre, dunque, la lotta potrebbe riprendere. Ma nel frattempo, confidiamo ancora nei senatori del nostro territorio, perché si facciano portavoce dei nostri emendamenti». (v.g.)
 
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