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Supplenti nel limbo al tempo del covid

L'ufficio scolastico non fa attribuzioni in presenza ma online. La rabbia di 600 precari e dei sindacati: non c'è trasparenza

Supplenti nel limbo al tempo del covid

di Valeria Gianoglio - NUORO
Le ultime nomine, ovvero le attribuzioni di supplenze annuali, per gli insegnanti di sostegno, alcuni giorni fa sono andate in scena nel cortile dell'ufficio scolastico provinciale in viale Trieste con un metodo, figlio delle restrizioni Covid, che i docenti più ironici hanno subito ribattezzato come il metodo della "paletta del pane carasau".

Perché i fogli che si dovevano firmare per accettare l'incarico, ai docenti venivano offerti da una dipendente dell'ufficio, protetta da una mascherina ampia e trasparente, che si affacciava da una finestra e avvicinava ai docenti una pala di legno, molto simile a quelle che in genere si infilano nei forni dove si sforna il pane più caro ai barbaricini.

Ma, a parte le ironie dal sapore amaro e frutto della pandemia, il vero problema delle nomine annuali dei supplenti è scoppiato ieri mattina, come un bubbone, scatenando le reazioni decise dei sindacati e di decine e decine di insegnanti precari. Nel corso di una riunione in videoconferenza con i rappresentanti sindacali dei docenti, infatti, l'ufficio scolastico provinciale, ovvero l'ex Provveditorato, ha fatto sapere che per quest'anno, le nomine annuali dei supplenti non si sarebbero fatte più in presenza degli insegnanti, ma si sarebbero fatte invece da distanza, attraverso il sistema della posta elettronica.

La ragione? «L'ex provveditorato ci ha spiegato che non se la sentiva di fare le nomine in presenza dopo che nell'ufficio scolastico erano state trovate due persone positive al Covid. Ma è una cosa francamente assurda: se dovessimo applicare questo metodo allora nemmeno dovremmo riaprire le scuole. Ci sono tanti modi, invece, per fare le nomine in presenza garantendo la sicurezza di tutti. E noi avevamo proposto, ad esempio, di farle in videoconferenza per gruppi ristretti. In questo modo almeno si garantirebbero di più i docenti. Siamo pronti a dare battaglia e a tutelare i docenti e il personale della scuola»: Maria Domenica Di Patre, vicecoordinatrice nazionale della Gilda, non ha nascosto nemmeno per un minuto, ieri, la netta contrarietà del sindacato alla decisione dell'ufficio scolastico provinciale.

E anche gli altri sindacati presenti in videoconferenza, Cgil, Cisl, Snals e Anief, hanno manifestato compatti il loro "no". «La nostra richiesta era di fare le nomine in presenza - ha ribadito Graziano Boi, dello Snals - e invece questa esigenza non è stata accolta e non lo troviamo giusto». «Ci sembra una rigidità eccessiva: le nomine vanno fatte in presenza perché sono garanzia per tutti - spiega Giovanna Fadda, della Cisl - fatte a distanza, tra l'altro, rischiano di creare molti problemi anche al personale Ata, oltre che a centinaia di docenti precari».

A conti fatti, spiegano ancora Maria Di Patre e il coordinatore regionale della Gilda, Gianfranco Meloni, al momento sono saltate circa 600 nomine per supplenze annuali nella scuole della provincia di Nuoro. «Nel complesso - spiega Meloni - è vacante circa il 20 per cento dei posti in provincia. Quindi si tratta di oltre seicento posti di insegnanti, e quasi cento di collaboratori scolastici. Ogni scuola, dunque, si trova in grande difficoltà, in un anno, tra l'altro, dove è fondamentale anche la vigilanza».

«Nella circolare del ministero - spiegano ancora Maria Di Patre e Gianfranco Meloni - proprio quanto all'aspetto della vigilanza si apre un altro grosso problema. Nessuno ha infatti spiegato chi dovrebbe vigilare sulla classe quando il docente lavora da casa perché è in quarantena per precauzione e non è considerato in malattia. Le nomine dei supplenti, dunque, vanno fatte, vanno fatte in presenza, e vanno fatte anche il prima possibile. La scuola ne ha bisogno, tanto più in questo anno che si rivela particolarmente difficile dall'inizio».

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